“Accordi eretici” e “Volammo davvero” – I libri di Fabrizio De Andrè

“Accordi eretici” e “Volammo davvero” – I libri di Fabrizio De Andrè

Categorie: 2021 - Estate - Prossimi spettacoli
  • Data: venerdì 2 luglio
  • Orario inizio: 21
  • Ingresso: libero - prenotazione obbligatoria: info@teatrodeandre.it - 0522/1880040 - cell. 3342555352
  • Durata:

Presentazione dei primi due titoli nati dalla collaborazione tra la Fondazione Fabrizio De André Onlus e La nave di Teseo. Con la partecipazione dei curatori Bruno Bigoni, Romano Giuffrida ed Elena Valdini. Una summa di sentimenti e parole dette intorno al pensiero e all’opera di Faber. Accompagnamento musicale di Gianquinto ed Emilio Vicari (Anime Salve).

ACCORDI ERETICI a cura di Bruno Bigoni e Romano Giuffrida. Prefazione di Dori Ghezzi

Accordi eretici è la prima monografia dedicata a Fabrizio De André a esplorare in modo organico le componenti culturali, poetiche e musicali che hanno segnato il suo universo artistico e il suo successo. Le canzoni di Faber sono lo sguardo di un intellettuale sul mondo in divenire, raccontano i cambiamenti della società italiana, accompagnano o anticipano le sue rivoluzioni. Ma sono anche parole in versi, frammenti di un discorso letterario che non conosce confini di genere e di epoca per indagare il mistero dell’altro, sia esso in Dante o a Spoon River, alla corte di un re o tra i peccatori. Il canzoniere di De André, infine, non esisterebbe se non prendesse forma nei “paesaggi musicali” delle sue composizioni e nelle intuizioni interpretative che le hanno rese immortali.

VOLAMMO DAVVERO Fondazione Fabrizio De André Onlus a cura di Elena Valdini, Introduzione di Sandro Veronesi, Postfazione di Dario Fo

Come un romanzo in frammenti, questo libro raccoglie le voci del discorso ininterrotto che Fabrizio De André ha aperto con le sue canzoni e la sua vita artistica. Un dialogo a tutto campo su letteratura, musica, impegno e sui tanti temi civili percorsi da un cantautore che voleva “essere socialmente utile”. Un pensiero che scrittori, studiosi, amici hanno deciso di portare avanti a partire dalle sue canzoni: parole che scavano, emozionano, illuminano, e aprono traiettorie sempre nuove a un volo che non si è interrotto.

“Questo libro è la dimostrazione che Fabrizio è quel che tu hai bisogno che sia, che i limiti di Fabrizio sono sempre solo i limiti di chi lo avvicina, perché qualunque cosa si riesca a concepire di chiedergli, lui la dà – anzi, l’ha già data. Che si tratti di un fotografo, di un sacerdote, di uno scrittore, di un critico, di un musicista, di un premio Nobel, l’interlocuzione instaurata in queste pagine con Fabrizio risulta naturale, perfino ovvia, per ciascuno di loro, perché il loro punto di vista e quello di Fabrizio sembrano sempre coincidere – di coincidenze che possono essere anche del tutto casuali: non cambia nulla, perché come insegna Yamamoto Jinuemon, padre di Tsunetomo, autore dell’Hagakure, ovvero il libro segreto dei Samurai, ‘se si guarda bene in una direzione, si vedono anche tutte le altre’.” Dall’introduzione di Sandro Veronesi

 

DORI GHEZZI:
«Il rammarico che spesso mi accompagna è di non riuscire mai ringraziare pubblicamente tutti i collaboratori e partecipanti dei nostri progetti, anche perché sono sempre e per fortuna molto numerosi. Accordi eretici e, soprattutto, Volammo davvero lo dimostrano, vale a dire i libri con cui si apre questo nuovo percorso.
La proposta da parte de La nave di Teseo di realizzare questa collana dedicata a Fabrizio De André, che intende riproporre nel tempo pubblicazioni curate sinora dalla Fondazione includendo anche nuovi progetti, l’ho amata in particolar modo per la sincerità e spontaneità con cui è nata, cogliendo così l’opportunità di conservare e tutelare nel tempo l’integrità storica della vita di Fabrizio.
Ripubblicare questi due volumi in coppia ha un particolare significato temporale. Accordi eretici, pubblicato per la prima volta nel 1997, testimonia anche il presente di Fabrizio mentre Volammo davvero, edito per la prima volta nel 2007, descrive i sentimenti e raccoglie le parole dette intorno al suo pensiero e alla sua opera nei primi cinque anni di vita della Fondazione».

ELISABETTA SGARBI:
Accadono queste bellissime cose, facendo l’editore. Capita che una passione iniziata da ragazza, quando si ascoltava musica sensibili a tutto, la si ritrovi da adulta. Che l’amore per le canzoni di Fabrizio De André ti segua anno dopo anno, e arrivi il momento che, pubblicando i libri (suoi e a lui legati) si possa contribuire alla loro diffusione.
Questa iniziativa editoriale  – per la quale ringrazio Dori Ghezzi e la Fondazione De André – impegnerà  La nave di Teseo nei prossimi anni, spero decenni, e intende sottolineare il valore letterario di quanto De André ci ha lasciato, in canzoni, testi sparsi, appunti.
Nessuno dubita che Fabrizio De André sia un poeta. Ma poi questa affermazione va continuamente verificata, approfondita. Le opere di Fabrizio De André sono “Letteratura” anche perché sono intessute di dialoghi con la Letteratura. Come accade per ogni scrittore.
Alcuni dei testi che pubblichiamo in questi due primi libri della collana raccontano anche di questo potere letterario di Fabrizio De André. Ma questo potere non risiede mai solo nel passato, come fosse un dato di fatto. La scrittura di Fabrizio De André continua a venirci incontro e a farci domande per essere a sua volta interrogata.
Ecco perché confido che questi e i prossimi libri non siano semplici riproposte, ma ogni volta vi sia una invenzione, un ritrovamento, una piccola, nuova “goccia di splendore”. (Come in questo caso la nuova prefazione di Sandro Veronesi, e i testi di Francesca Serafini e Giordano Meacci).
Quanto ci sarebbe ancora da scrivere sul Dio dell’ateo (semmai lo fosse stato ateo) Fabrizio De André?
Cosa risuona in quel folgorante “Ho licenziato Dio” con cui inizia “Il cantico dei drogati” (in “Tutti morimmo a stento” 1970)?
E quando componeva “La buona novella” (1969) “insieme a chi” stava pensando?
Aveva forse letto, Fabrizio, la poesia di Dietrich Bonhoeffer, “Cristiani e Pagani”, che è prossima alla poesia di uno scrittore che Fabrizio amava molto, Alvaro Mutis, intitolata CREPA MATTUTINA e che inizia così:

“Scava la tua miseria,
sondala, scopri le sue caverne più nascoste.”

A porsi queste, e soprattutto altre, domande spero siano utili queste nuove edizioni.
In fondo Fabrizio amava la figura del Gabbiere di Alvaro Mutis.
Fabrizio è ancora il nostro Gabbiere: ha visto e sentito molto che ancora dobbiamo pienamente decifrare.

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