UBUNTU – I AM BECAUSE WE ARE

UBUNTU – I AM BECAUSE WE ARE

Categorie: 2020 - Eventi - Musica leggera & classica - Prossimi spettacoli - Spettacoli fuori abbonamento
  • Data: Venerdì 28 Maggio
  • Orario inizio: 21
  • Ingresso: 15€ Intero - 10€ over 65 e under 13
  • Durata:

UBUNTU – I am because we are

Liberamente ispirato a The Lion King

NOTE DI REGIA

Secondo la mia cultura e la mia tradizione, la lode più grande che si possa fare a qualcuno è “yu, u nobuntu”, vale a dire riconoscere che quella persona possiede davvero questa meravigliosa qualità: l’UBUNTU. Essa fa riferimento alle sue azioni nei confronti degli altri esseri umani, ha a che fare con il modo in cui quella persona considera gli altri e con il modo in cui vede sè stessa all’interno delle sue relazioni più intime, le relazioni familiari, e all’interno della comunità nel senso più allargato. Ubuntu rimanda a un principio fondamentale della filosofia africana: l’essenza di cosa significhi essere umani.

 Desmond Tutu, Premio Nobel per la pace 1984

Ispirati da grandi figure nonviolente del nostro tempo, come Desmond Tutu e Nelson Mandela, abbiamo chiamato il nostro spettacolo liberamente tratto dalla storia del Re Leone, UBUNTU – I AM BEACUSE WE ARE.

UBUNTU (Umuntu Ngumuntu Ngabantu) è un’espressione in lingua Bantu: significa “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo” e rappresenta una filosofia dell’Africa sub-Sahariana basata sulla compassione, la lealtà, l’empatia e il rispetto per l’altro. L’Ubuntu esorta a sostenersi e ad aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti ma anche dei propri doveri, partendo dal prossimo e arrivando all’umanità intera, spinti da un desiderio di pace. Il valore dell’Ubuntu deriva dalla consapevolezza che apparteniamo a un insieme più grande di noi.

In altre parole: una persona è una persona attraverso le altre persone. Nessuno viene al mondo già completamente formato. Abbiamo bisogno degli altri esseri umani per essere umani. Costruiamo comunità, nonostante la sofferenza e il male, con il desiderio di raggiungere l’armonia e la comunione, una comunione non solo tra i vivi, ma che onora anche i nostri antenati. Il legame con il passato è continuità.

Da quella che può sembra una storia infantile, nello spettacolo emergono temi universali che coinvolgono uomini di tutte le epoche: la lotta per il potere, il tradimento, il coraggio e la scoperta di sé, la libertà e la perdita. La libertà sarà la strada per scoprire e sperimentare l’intima relazione tra la vita e la morte, e come questa sia vinta dalla forza dell’amore. E’ questo che rende il Re Leone un classico che affascina ancora oggi uomini di tutte le culture.

Il viaggio che porta Simba alla consapevolezza di essere parte del “grande cerchio della vita” è anche il nostro: non è esplorare terre nuove, ma vedere tutto con occhi nuovi. Scar, il villain della storia, rifiuterà i principi dell’Ubuntu per il suo regno e si farà dominare da rabbia, risentimento, desiderio di vendetta e avidità, disumanizzando e distruggendo prima di tutto se stesso.

Nonostante lo spettacolo si discosti dalla tradizione cinematografica per una maggiore presenza umana, rimane imprescindibile il rapporto dell‘ Uomo con la Natura e i suoi Elementi (Aria, Acqua, Terra e Fuoco), all’esterno e all’interno di sé, rimarcato dalle parole delle grandi opere di Shakespeare, alle quali la stessa storia di Simba si ispira: una libertà, quella di Simba, che non esclude il fallimento ma ha sempre a che fare con il mistero della vita. Non esiste essere umano se non in rapporto a ciò che viene prima, ciò che gli sta attorno e ciò che viene dopo.

La vita, letteralmente, sboccia alla fine dello spettacolo. Torna continuamente a sorgere, rinnovandosi attraverso una pluralità di forme originali e inaspettate, riproponendo incessantemente la meraviglia del rinnovamento in cui lo stesso non è più tale ma è reso nuovo. Non è un mero divenire, incatenato nella relazione causa-effetto, ma un ad-venire, dove la capacità di iniziativa (la libertà) è in grado di portare sempre qualcosa di nuovo.

L’espressione Ubuntu dimostra che l’unico modo in cui possiamo essere umani è assieme. L’unico modo in cui possiamo essere liberi è assieme.

Incominciare, dunque. Intraprendere. In questo modo, il protagonista – e quindi ognuno di noi – si riconoscerà ancora una volta parte del grande cerchio della vita.

 

 

  • Attori
  • Autore
  • Regia
    Anna Chiara Nicolussi e Sarah Conventi
  • Produzione
    H.O.T. Minds
  • Organizzazione
  • Musiche
  • Scene e Costumi
  • Luci
  • Altre info