MURI, PRIMA E DOPO BASAGLIA

MURI, PRIMA E DOPO BASAGLIA

Categorie: 2010
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produzione Teatro della Cooperativa, in coproduzione con Mittelfest, con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto Next 2010, con il sostegno della Provincia di Trieste

PREMIO ANIMA 2012
FINALISTA PREMIO RICCIONE PER IL TEATRO 2009

MURI – prima e dopo Basaglia
con GIULIA LAZZARINI

testo e regia Renato Sarti
musiche Carlo Boccadoro

Camicie di forza, somministrazione in dosi massicce di psicofarmaci, lobotomia, elettroshock. Questo era il manicomio prima dell’entrata in vigore della legge Basaglia: un luogo di isolamento in cui, sui ricoverati (ma sarebbe più giusto adoperare la parola “internati”) si perpetrava ogni tipo di violenza e di tortura.

Mariuccia Giacomini entra giovanissima, come infermiera, all’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Trieste. Nel 1971, Franco Basaglia ne diventa direttore ed è la svolta. Camicie di forza, docce fredde, psicofarmaci, elettroshock, lobotomia cedono il posto alla vita, alla possibilità di esprimersi e di partecipare a laboratori di pittura e di arte e persino a una cooperativa di lavoro. I muri sono quelli che cadono, sprigionando le identità dei tanti ricoverati nella struttura. Mariuccia racconta il mondo che cambia, la riconquista della dignità e la sua stessa trasformazione in trenta anni di assistenza ai malati, attraverso l’eccezionale esperienza che fa di Trieste un faro per l’intero Paese. Mariuccia è la voce della storia, quella della conquista civile e sociale portata dalla legge Basaglia. Quella di pagine belle di cui andare fieri, ma che rischiano di essere inghiottite da una nuova indifferenza. Renato Sarti ricostruisce con sensibilità e vigore la testimonianza di un diverso possibile dialogo tra “normalità” e “follia”. E la affida alla melodiosa parlata triestina, che la voce di Giulia Lazzarini fa vibrare in onde cariche di intimità ed emozione.


Interpretato da una straordinaria Giulia Lazzarini […] Uno spettacolo civile che non vuole essere facile agiografia di un uomo eccezionale e che ha in sé un insegnamento etico potente. (Magda Poli, Corriere della Sera)

[…]Muri una grandissima Giulia Lazzarini e Renato Sarti, drammaturgo che ha fatto del teatro politico e sociale il suo credo. […] Giulia Lazzarini sa comunicarci con una semplicità, una condivisione straordinaria. Una testimonianza di teatro e di vita salutata da ovazioni. Lo spettacolo che va oltre lo spettacolo, che vorremmo venisse rappresentato un po’ dovunque a partire dalle scuole. Ma questo, probabilmente, è solo un sogno. (Maria Grazia Gregori, L’Unità)

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