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Teatro De André - Comune di Casalgrande

alí babÁ e i quaranta ladroni

di e con Daniele Debernardi
Scene Luigi Paletti
Sagome Rosalba Marsala
Costumi Rina Giustizi
Regia Daniele Debernardi

 

Domenica 17 Gennaio 2010

Ore 16.00

 

Dal libro “Le mille e una notte” abbiamo scelto di mettere in scena la storia di Alì Babà, un umile boscaiolo baciato dalla fortuna. Oltre a lui nella storia sono presenti Cassim fratello ricco ed ingordo e naturalmente Mustafà, capitano di 40 ladroni, un brigante da quattro soldi che custodisce un enorme tesoro in una caverna. Soltanto la parola magia “APRITI SESAMO” permette l’accesso al bottino.
Questo mondo fatato di sapore orientale ci ha ispirato nella preparazione di una favola celebre e divertente.
Il Teatrino dell’Erba Matta continua per cui la ricerca narrativa attraverso l’uso del teatro di figura animata e l’approfondimento di musica e suoni. Il nostro è un teatro fatto di immagini rese vive dall’attore animatore che nuove enormi sagome e tutti gli ambienti della storia, giostrando con fantasia i semplici elementi scenografici.
Si apre così agli occhi dello spettatore un mondo pieno di colori, rispettando così la tradizionale iconografia orientale. Il disegno e la pitturazione delle scenografie e delle sagome dei personaggi sono ispirate alla pittura indiana classica.
Oltre a ciò le musiche creano una dimensione ove personaggi e ambienti si muovono come in un cartone animato.
Abbiamo lasciato largo spazio alla bontà d’animo del personaggio principale, che attraverso il gioco esprime tutta la sua gioia infantile.
Mentre i cattivi, Mustafà avido ladro e Cassim fratello ingordo vengono puniti perdendo nell’oblio tutto ciò che desideravano di più: il denaro e il potere.
I personaggi si esprimono con inflessioni dialettali che mettono in evidenza le caratteristiche dei protagonisti sottolineandone i caratteri e la morfologia.
Lo spettacolo allegro e divertente è adatto ad un pubblico di famiglie.

NOTE DIDATTICHE
“Alì babà e i 40 ladroni”immediatamente ci trasporta in oriente ma ad un est non lontano,quel levante dei nostri confini europei immediatamente affacciato al mediterraneo e con noi comunicante.
La comunicazione come base di dialogo,confronto,dialettica caratterizzano la scelta del “teatrino dell’erba matta” di far dialogare i personaggi coi dialetti del sud ,quelli da noi più conosciuti,un linguaggio a noi vicino ,in qualche modo noto,la nostra incursione nel mediterraneo,il nostro essere in collegamento costante con la culla delle civiltà occidentali.
Le variabili geografiche e temporali assumono valore di attenzione ,motivazione e giocosui diversi punti di vista culturali sempre presenti dentro ognuno di noi.
La bidimensionalità delle figure animate crea ottima amalgama con la tridimensionalità della senza retorica narrazione inducendo i piccoli spettatori a riflettere sull’integrazione e sull’intercultura.

L’educazione alla pace ,allo sviluppo,alla cooperazione e alla mondialità man mano vengono ad esplicarsi in un procedere ove la lucidità ed i valori universali dell’amicizia,del rispetto,della mutualità e della collaboarazione tra generazioni assumono il valore di minimo comune denominatore di pedagogia dell’intercultura.

 

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