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Teatro De André - Comune di Casalgrande

suono

"appunti e contrappunti teatrali"

di e con Eugenio Finardi

 

musiche dal vivo
La band:
voce Eugenio Finardi
chitarra Max Carletti
batteria Federico Ariano
pianoforte Paolo Gambino
basso Stefano Profeta

 

Martedì 27 ottobre 2009

Ore 21.00

Dopo la prima tenutasi il 21 febbraio 2008 al Teatro dei Filodrammatici di Milano (da cui è stato registrato il dvd Suono di recente pubblicazione per Ermitage), Eugenio Finardi torna in scena con lo spettacolo Suono-Appunti e contrappunti teatrali il 16 marzo al Teatro del Sole di Bologna e poi a seguire per una serie limitata di repliche, che anticipano la vera e propria tournée prevista per l’autunno e l’inverno 2009 nei più prestigiosi teatri italiani. Con SUONO Eugenio Finardi si confronta per la prima volta con la prospettiva del teatro-canzone.
«Da molto tempo – afferma Finardi – mi sembrava che la forma canzone fosse troppo limitata per contenere tutti i concetti che sento il bisogno di esprimere; e interpretando le canzoni di quello straordinario attore che era Vladimir Vysotsky ho riscoperto il gusto di entrare in un ruolo con tutto me stesso, con la fisicità, la vocalità, il canto. Il Teatro mi sembra ormai l’unico sbocco possibile per potermi esprimere a tutto tondo». Da tempo la ricerca musicale e soprattutto vocale ha portato Finardi a esplorare quelle zone di confine dove l'interpretazione fonde i linguaggi della musica, dal Blues, al Fado, alla Classica Contemporanea, con quelli della performance teatrale. Ambiti in cui sviluppare i complessi temi dell'identità, della trascendenza, della ribellione, senza però mai dimenticare momenti di ilarità e riflessione autoironica. «Non tutti sanno che – rivela Finardi – prima di firmare il mio primo contratto discografico con Battisti, studiavo Teatro all'università di TUFTS a Boston (la mia prova d'esame fu L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA di Pirandello), spero che mi porti fortuna…».

Appare subito evidente, osservando la scatola scenica rigorosa, le luci tipicamente teatrali, che con SUONO Finardi va oltre l'ambito, per lui abituale, del concerto per arrivare a momenti di pura teatralità. Il tutto per raccontare storie, autobiografiche e non, ma anche per rileggere, con l’occhio rivolto al presente e al fututro, le Utopie del secolo scorso e i deliri che hanno prodotto. Dalla prima scena, NATO IN UNO STRUMENTO MUSICALE, in cui rievoca la figura della madre americana cantante lirica al racconto dell’incontro con uno Sciamano in Africa, dall’amore per IL Blues e il suo legame con la lotta per i Diritti Civili fino alla speranza che la crisi attuale porti a un nuovo umanesimo (tema caro all'ultimo Gaber).

 

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